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Giuseppe Verdi tra doni e contese

Gossip da “bicentenario” riportano feroci liti ereditarie sulla proprietà verdiana di Villa Sant’Agata, che funestano i festeggiamenti  e rendono inservibili i fondi  già destinati a questo importante evento culturale.
Chi conosce bene la vita di Giuseppe Verdi non può che restare amareggiato dall’ennesima occasione persa per festeggiare senza ombre un così celebre artista, tanto più che il grande compositore, nel corso della sua vita, fu assai generoso e altruista condividendo la sua fortuna con familiari e colleghi.
Avendo perso in tenera età i due figli avuti da Margherita Barezzi, Verdi, rimasto vedovo poco più che trentenne, conobbe la cantante Giuseppina Strepponi che fu sua compagna per 50 anni.
La celebre coppia non ebbe figli e, come accade spesso oggi, nutriva un amore filiale per una cagnolina maltese di nome “Lulù”, ma i due decisero di scegliere un altro cucciolo (umano) per dare una continuità alla loro famiglia, così adottarono una nipote del musicista, Maria Filomena, nominata poi unica erede dei beni della coppia.

Nel 1888 Verdi fece realizzare, non lontano dalla sua tenuta di Villanova sull’Arda, un ospedale attrezzato per la popolazione locale. L’anno successivo a Milano, diede inizio al proprio progetto di  una casa di riposo per cantanti e musicisti che si trovassero in condizioni disagiate, stese un testamento in cui stabiliva che i proventi delle sue opere sarebbero serviti per pagare il mantenimento dell’edificio dopo la sua morte e, per discrezione, decise di far aprire la casa di riposo solo dopo la sua dipartita.
La struttura venne completata nel 1899 e primi ospiti vi giunsero il 10 ottobre 1902, data dell’anniversario di nascita del Maestro.
Così oggi, mentre i nipoti di Maria Filomena si fanno la guerra e Verdi si rivolta nella tomba ( all’interno della sua Casa di Riposo di Milano), sorge spontanea le domanda se non fosse stato meglio nominare unica erede del restante patrimonio … la piccola Lulù!

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