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Giubileo 2016: prima le strade, poi le anime!

Fotografia di Ando Gilardi #andogilardi

Mentre Milano si appresta a chiudere la sua esperienza di capitale mondiale dell’alimentazione, Roma è nell’occhio del ciclone per lo stato delle sue strade e per i rifiuti che coprono ogni zona della città.
Un Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco si aprirà l’8 dicembre prossimo per concludersi fra 12 mesi. Roma, nel giro di un paio di mesi dovrà prepararsi ad accogliere milioni di pellegrini, mostrando efficienza e decoro, ma se pensiamo che i cumuli di spazzatura abbandonati per le strade rappresentano il minore dei problemi, c’è da preoccuparsi seriamente. E ci preoccupiamo ancor di più leggendo le parole dei testimoni dei primi Giubilei della storia, che dipingono i rischi di un tale afflusso di persone in una città non attrezzata: “Dentro e fuori le mura della città – racconta il card. Stefaneschi, testimone del primo Giubileo, quello del 1300 indetto da Papa Bonifacio VIIIsi ammassava una fitta moltitudine, sempre più, quanto più passavano i giorni e molti restavano schiacciati nella calca. Fu allora adottato un rimedio salutare, anche se non radicalmente sufficiente, aprendo nelle mura una seconda porta per fornire ai pellegrini una via accorciata”.
Si sa per certo che ogni Giubileo preoccupò i relativi pontefici più dal punto di vista logistico e pratico, che spirituale. La bolla di indizione del giubileo era sempre preceduta da disposizioni sugli affitti e gli sfratti nella città, infatti qualche anno prima del giubileo i proprietari di case, senza la minima preoccupazione per lo stato della loro coscienza, sfrattavano gli inquilini o li costringevano ad andarsene alzando i prezzi e, come scrive Matteo Villani nel 1350i romani tutti eran fatti albergatori”.
Meno di un secolo più tardi Poggio Bracciolini dipinge così le strade romane durante il Giubileo del 1423L’affluenza dei pellegrini fu grande e, come inondazione di barbari, riempirono la città di sporcizia e sudiciume. Strade, piazze, edifici pubblici come pure abitazioni private, tutte cosparse di viscere, interiora, carcasse e scheletri, sangue rappreso, pelli, brandelli di carni, pesci putrefatti, fango, escrementi, corpi fetidi e in decomposizione”. Scene raccapriccianti di sporcizia romana non rimossa, sommata a spazzatura prodotta dai visitatori.
Anche in tempi più recenti le opere di miglioramento in vista del Giubileo consistettero in interventi urbanistici oltre che religiosi; nel 1749, papa Benedetto XIV dispose ad esempio che i vescovi curassero la pulizia e il decoro delle chiese, ma anche che “le strade di tutto il nostro Stato fossero per comodità di coloro che arrivavano la lontano, preparate e spianate”… evidentemente Roma è costellata di buche da parecchio tempo. Così quando il prossimo sindaco di Roma dirà che “la colpa è dell’amministrazione precedente” sapremo che lo scarica barile potrebbe risalire agli albori della civiltà.

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