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Fertility Day a.C.

Pur avendo rinunciato alla vergognosa campagna che ha suscitato le ire di tutte le donne italiane (con e senza figli), il ministero della Salute pare proprio volerlo celebrare questo Fertility Day, il prossimo 22 settembre. La pagina dedicata all’evento esiste ancora, ma le immagini che ritraevano donne con una mano sul ventre mentre la sabbia scorre inesorabile nella clessidra, sono scomparse (in compenso il ministero ha inseriro, all’ultimo minuto, una “pezza”, che si rivela peggio dello “strappo”).
Senza scendere in polemiche inutili, visto che per la prima volta siamo tutti d’accordo, sarebbe interessante ricordare quando e perché nel corso della storia il potere si è così volgarmente insinuato nella vita privata dei cittadini tanto da sanzionarli in caso di rinuncia alla procreazione e soprattutto sarebbe interessante capire come hanno reagito i cittadini in questione.
La maggior parte di noi, all’uscita della sfortunata campagna “lorenziniana” ha pensato immediatamente all’Opera maternità e infanzia di epoca fascista, che produsse famiglie super feconde e sfilze di figli mostrati orgogliosamente in ordine di età, con divisa da balilla e braccio teso. Tutti quei figli, si sa, furono poi mandati a morire in guerra, con scarsi viveri, scarsi mezzi e molte grandiose parole sul coraggio e l’onore e la patria e via discorrendo. Però la tassa sul celibato probabilmente aveva fatto le sue vittime e, con la grande povertà dei tempi, bastavano pochi spiccioli a figlio e un minimo di servizi pubblici per ritenerla la scelta migliore.
La giurista e scrittrice Eva Cantarella, esperta del mondo antico, nei giorni scorsi ha sottolineato il balzo all’indietro di un millennio fatto dalla nostra società con tale iniziativa, un balzo indietro ai tempi in cui Sparta pretendeva che le donne, allenate nel fisico come i maschi, sfornassero figli sani e forti (quelli gracili, a detta di Plutarco, erano gettati giù da una rupe), per poi sottrarli alle madri a 7 anni ed educarli comunque a morire più tardi (sempre per la Patria). Lo stupore di fronte alla tiepida reazione delle donne italiane per un Fertility Day così concepito, da un ministro donna, lascia ancora più basita la studiosa che paragona le nostre blande prese in giro sui social, alla storica reazione delle donne romane ad una analoga iniziativa: quando l’imperatore Augusto impose a tutte le donne romane, salvo le prostitute, di sposarsi prevedendo punizioni per chi non poteva avere figli, e sanzioni patrimoniali per le più refrattarie, le donne romane andarono ad iscriversi in massa alle liste delle prostitute, per sbeffeggiare l’imperatore.
Saremmo capaci, oggi, di un gesto altrettanto forte?

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1 commento su “Fertility Day a.C.”

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