Vai al contenuto
Home » Blog » Dopo la pioggia

Dopo la pioggia

Narra la Genesi che Dio, presentandosi a Noè dopo il diluvio, promise che la Terra non sarebbe più stata sommersa dalle acque e, per suggellare il patto, fece apparire un arcobaleno come segno della sua promessa.
Lo splendore di un arcobaleno, che segua un diluvio reale o metaforico, suscita in tutti la speranza di una ripresa dopo un lungo periodo di tristezza e alleggerisce istintivamente il nostro cuore.
Per gli antichi greci l’arcobaleno era il segno del passaggio di Iride, la messaggera degli dèi vestita di gocce di rugiada, prediletta di Era, figlia di Taumante (la meraviglia) e della ninfa Elettra (lo splendore del Sole).
Il suo compito più importante era quello di recarsi a tagliare il capello fatale delle donne che stavano per morire.  Bellissima sorella delle Arpie attraversava il cielo veloce come un fulmine lasciando una scia multicolore.
In una favola orientale l’arcobaleno è invece una canna di bambù lungo la quale scendono le fate delle nuvole per danzare tra la rugiada dei fiori, alla luce della luna. La mitologia cinese racconta di una Dea che riparò una spaccatura nel cielo con tutte le pietre preziose che riuscì a trovare, sconfiggendo il demone del Male.
Per gli Aborigeni australiani la divinità creatrice primigenia è un Serpente Arcobaleno: secondo loro l’arcobaleno è energia, luce, ma è anche un essere consapevole, e sarebbe proprio il Serpente Arcobaleno il custode dei poteri magici degli sciamani.
Anche la mitologia indiana assegna un posto d’onore all’arcobaleno che rappresenterebbe l’arco di Indra, dio del fulmine e del tuono.
Quando Newton, dopo secoli di argomentazioni teologiche sulla natura fisica o sovrannaturale del fenomeno, fornì una spiegazione scientifica della comparsa dell’arcobaleno grazie ai suoi studi sulla rifrazione, tutto lo spessore mitico dell’arco divino venne a cadere, cosa che sollevò lo sdegno del poeta inglese John Keats.
Ma la capacità dell’arcobaleno di suscitare speranza è rimasta immutata perchè il mito riflette semplicemente le immagini comuni a tutti gli uomini, le loro emozioni, paure e speranze.
Ancora oggi infatti il simbolo dell’arcobaleno, i cui colori si abbracciano fondendosi tra loro, contraddistingue i movimenti pacifisti e numerose associazioni  umanitarie.

“Dopo la pioggia”
Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l’arcobaleno.
E’ come un ponte imbandierato
e il sole ci passa festeggiato.
E’ bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede, questo è male
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questa sì che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.
G.Rodari

© riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.