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Divina ispirazione

Le nove Muse - Divina ispirazione

Nell’antichità si credeva che l’ispirazione artistica fosse privilegio di quei pochi capaci di cogliere i suggerimenti di meravigliose figure divine chiamate Muse. Ai tempi erano considerate arti anche la Storia e l’Astronomia, oltre alla poesia, alla musica, al teatro e alla danza, infatti le Muse pare fossero addirittura nove.
Figlie di Zeus e Mnemosine (dea della memoria) erano fanciulle giovani e bellissime, ognuna delle quali patrona di una singola Arte.
Apollo era il loro protettore e allietavano le feste degli Dei con canti e danze, spesso raccontando le imprese del loro padre Zeus. Le Muse erano considerate anche le depositarie della memoria e del sapere per questo il loro culto fu assai diffuso fra i Pitagorici.
Pare fossero state le  ispiratrici del famoso indovinello con il quale la Sfinge mise alla prova Edipo.

Un elenco preciso delle Muse fu fatto da Esiodo nelle Teogonìe ed Erodoto ne descrisse le caratteristiche:

Calliope (trad. bella voce) rappresentava la Poesia Epica e, nell’iconografica classica, è raffigurata con una tavoletta ed un libro in mano; fu madre di Orfeo e fece da giudice nella disputa su Adone , tra Afrodite e Persefone, decidendo che ognuna trascorresse con Adone la stessa quantità di tempo.

Clio (trad. la fama) musa della Storia, solitamente è raffigurata seduta, con una pergamena in mano;

Erato (trad. che provoca desiderio) patrona della Poesia Amorosa è ricordata come una fanciulla che suona la lira;

Euterpe (trad. colei che rallegra) era la Poesia Lirica, raffigurata con un flauto doppio, viene considerata anche musa della Musica;

Melpomene (trad. colei che canta) era la musa della Tragedia e i suoi attributi erano una maschera, una spada ed il bastone di Eracle;

Polimnia (trad. i molti inni) rappresentava l’arte mimica ed ovviamente non aveva alcun oggetto che simboleggiasse la sua funzione;

Talìa (trad. la festosa) era patrona della Commedia, raffigurata come una ragazza dall’aria allegra, che porta una corona di edera sul capo e tiene una maschera in mano;

Tersicore (trad. colei a cui piace la danza) rappresenta, appunto, la Danza e veniva rappresentata con plettro e lira; unendosi ad Acheloo divenne madre delle Sirene;

Urania (trad. la celeste) musa dell’Astronomia e della Geometria, veniva rappresentata in abito azzurro, coronata di stelle, mentre sostiene con le mani un globo che sembra misurare o avendo vicino a sé sempre un globo posto su di un treppiedi e diversi strumenti matematici; a volte punta un bastone al cielo.

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