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Curiosamente simili

(una foto al giorno leva l’ignoranza di torno) a cura di Lost Dream Editions

Sebbene Arnold Hauser nella sua fondamentale “Storia sociale dell’arte” (Einaudi 1956 ) non ne faccia, stranamente, menzione, il primo, o tutt’al più il secondo, segno lasciato dall’uomo sulla parete di una caverna è stato quello della vulva.
E non è certo per meravigliare i borghesi che Ando Gilardi ha fatto notare che quelle antiche vulve “magiche” sono simili alla maggior parte di quelle visibili oggi nei siti fertili di internet: depilate, cioè non nascoste allo sguardo dal pelo pubico, che certamente c’era e probabilmente più folto, pelo che tante giovani donne, come è anche documentato da una miriade di immagini fertili in internet, anticipando l’evoluzione, hanno già “cancellato”: «… notate, non è stato scolpito il pelo, nemmeno un ciuffo e si poteva benissimo. Solo Oliviero Toscani, come tanti, crede che il pelo faccia non solo parte della Vulva ma addirittura la rappresenti, quando invece tenta di nasconderla … che tristezza!» ( Ando Gilardi, nella sua bacheca Facebook, 13 gennaio 2011 ).
Credo proprio che sia per non nasconderla che i nostri lontani antenati abbiano scelto di rappresentare la vulva non come si mostrava ma stilizzata, cioè mediante le sue linee essenziali. Come giustamente ha scritto Arnold Hauser a proposito delle visualizzazioni dei paleolitici: «I disegni dei bambini e l’arte dei selvaggi son frutto della ragione, non dei sensi; mostrano quel che il bambino e il selvaggio sanno, non quello che vedono realmente» ( Storia sociale dell’arte, Einaudi 1956, p. 24 ). Ma forse per i primi “artisti” erano anche «frutto» del desiderio, come lo sono certamente le immagini digitali della vulva, prelevate da apparecchi capaci di memorizzare solo «quello che vedono realmente»: curiosamente simili.
Scriveva Ando Gilardi in un post pubblicato sulla sua bacheca in Facebook il 28 agosto 2010: «il realismo delle immagini della Vulva di decine di migliaia di anni fa è il realismo fotografico. La storia dell’arte è quella di una lotta ottusa e assoluta contro la rappresentazione reale del sesso … femminile (inutile ricordare che per quello maschile non esiste il concetto di osceno)».
Nell’immagine:
“Venere”.
Bassorilievo, 15.000 a.C. circa.
Le Roc aux Sorciers, Abri Boudois, Angles-sur-l’Anglin
( Vienne ), sito preistorico maddaleniano scoperto nel 1948.

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