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Che cavolo vuoi?

Gli antichi Greci ritenevano che fosse nato dal sudore di Zeus e lo annoveravano tra le piante sacre.
I Romani lo mangiavano crudo, prima dei banchetti, per aiutare l’organismo ad assorbire meglio l’alcool, inoltre gli attribuivano il potere di scacciare la malinconia e la tristezza. Catone il Censore lo considerava addirittura una panacea e lo indicava nella cura dell’impotenza sessuale.
Nel 1500 veniva utilizzato come lassativo, mentre un secolo più tardi era raccomandato per curare tutte le affezioni polmonari e l’illustre medico G.B. Morgagni nell’umida Padova di metà Settecento, lo usava per prevenire le sindromi catarrali.
Coltivato fin dall’antichità, il cavolo (Brassica spp.) è utilizzato da sempre come medicamento. Per secoli fu in grado di compensare le diete necessariamente povere nei viaggi per mare: le stive delle navi di lungo corso erano sempre provviste di crauti in salamoia per proteggere gli equipaggi da scorbuto e verminosi. Persino il capitano Cook si vantò di non aver perso in tre anni di navigazione neppure un uomo, su 118 del suo equipaggio, grazie ad una dieta a base di cavolo.
Nel mondo contadino è legato alla sfera sessuale ed è il simbolo della nascita: il suo nome latino, caulis, significa sia fusto, sia pianta, sia pene. Il modo di piantare il cavolo, inoltre, era in stretta analogia con l’atto sessuale, poiché col pollice le donne facevano un buco nella terra dove veniva inserita la piantina e la raccolta comprendeva una serie di gesti noti alle levatrici: la testa del cavolo veniva presa tra le due mani, fatta ruotare dolcemente e tirata; infine con la roncola si recideva il fittone così come il cordone ombelicale. Questa pianta è considerata l’antitumorale per eccellenza, ha proprieta’ antianemiche, cicatrizzanti, emollienti, diuretiche, depurative, vermifughe. Combatte l’acne, le scottature solari e aiuta contro le screpolature della pelle. Secondo una tradizionale ricetta popolare, il cataplasma di cavolo verza associato a senape e ad aceto di vino avrebbe spiccate proprietà curative nelle mialgie, sciatalgie e reumatismi: i dolori verrebbero alleviati o eliminati dai cataplasmi di cavolo tritato e posto in una garza sulla parte dolorante.

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