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Capodanno … a UFO

Saranno i fuochi d’artificio, saranno le danze o forse gli abbondanti brindisi, ma pare che durante la notte di  Capodanno gli avvistamenti di U.F.O. fiocchino a centinaia!
Proprio la notte del 31 dicembre dell’anno scorso, ad esempio,sono stati segnalati i tipici fenomeni celesti associati al passaggio di oggetti volanti di presunta origine extra-terrestre soprattutto nella zona di Roma, ma anche da Spoleto, Forte dei Marmi, Lecco e Bergamo. Tutti visionari o ubriachi?
Chi lo sa, ma senz’altro la storia del fenomeno Ufo parte da lontano:  il 24 giugno 1947 un ricco uomo d’affari americano, Kenneth Arnold, raccontò di avere visto dal proprio aereo privato nove oggetti volanti nell’area del monte Rainier nello stato di Washington. Egli li definì come “una serie di piatti o dischi lanciati sull’acqua“. Tale evento, insieme a tutti quelli immediatamente seguenti, catalizzarono l’interesse dei mass-media americani e quelli del mondo intero, sulla questione dei cosiddetti “dischi volanti”. Nacque così il moderno fenomeno UFO.
Ma esistono anche appassionati di “archeologia spaziale” che hanno cercato tracce di avvenimenti assimilabili agli U.F.O. nella letteratura del passato, trovando in effetti racconti abbastanza suggestivi che moderne conoscenze scientifiche non riescono a spiegare del tutto.
Ad esempio l’Aramayana, testo sacro indiano, nel primo secolo a.C. presenta questo racconto: “I carri volanti (Vimanas) avevano forma sferica e navigavano nell’aria. Gli uomini all’interno delle Vimanas potevano in tal modo percorrere grandi distanze in un tempo meravigliosamente breve“.
Anche nella Bibbia, il “libro di Ezechiele” sembrerebbe una dettagliata descrizione di un prolungato contatto con esseri extraterrestri. “Io guardavo, ed ecco un vento tempestoso avanzarsi dal settentrione, una grande nube che splendeva tutt’intorno, un fuoco da cui guizzavano bagliori, e nel centro come lo splendore dell’elettro in mezzo al fuoco.” (Ez.1, 4). ” … Le ruote avevano l’aspetto e la struttura come di topazio e tutt’e quattro avevano forma identica: apparivano, nella loro struttura, come se una ruota fosse in mezzo ad un’altra. (Ez. 1,16)  Così movendosi potevano andare verso quattro direzioni, senza voltarsi nei loro movimenti. (Ez.1,17) La loro circonferenza era assai grande e i cerchi di tutt’e quattro erano pieni di occhi tutto all’intorno … “ ( Ez. l , 18).
Senofonte (430-355 a.C.) nell’Anabasi fa una classifica degli oggetti volanti avvistati in base alla loro forma; li descrive nelle forme a conchiglia, piatti, a campana, triangolari.
Alessandro Magno (356-323 a.C.) e il suo esercito paragonarono a grandi scudi di argento scintillante quella che potrebbe essere stata un incursione di UFO del 329 a.C., che sorprese l’esercito greco mentre attraversava il fiume Jaxartes, in India.
Cicerone (106- 43 a.C.) nel suo “De Divinatione “, parla di strani fenomeni celesti e in particolare di quando “…il sole splendette nella notte, con grandi rumori nel cielo e il cielo sembrava esplodere e stupefacenti sfere vi apparvero…”.
Tito Livio (59 a.C. – 17 d.C.), nella sua “Storia di Roma”,  narra di oggetti a forma di scudi circolari che volano nel cielo e sono avvistati sopra molte città dell’Impero; aggiunge anche che il secondo re di Roma, Numa Pompilio, era stato testimone personale della caduta dal cielo di uno di questi “scudi volanti” e che lo avrebbe annoverato tra gli oggetti di culto delle pratiche religiose che stava promuovendo.
Nel suo trattato di scienze naturali, Seneca (50 a.C. – 40 d.C.) racconta di inspiegabili “travi luminose” che comparivano all’improvviso nei cieli delle città antiche, spesso rimanevano immobili per giorni, per poi sparire all’improvviso, così come erano arrivate.
Plinio il Vecchio (23 – 79 d.C.) descrive come “clipei ardentes” (scudi infuocati) certe strane apparizioni celesti.
Ottavo secolo d.C., nella “Storia dei Longobardi” di Paolo Diacono (libro V, cap. 31) lo scrittore annota:  “In seguito, nel mese di agosto, apparve nella parte orientale del cielo una cometa dai raggi fulgidissimi che successivamente ruotò su sé stessa e sparì. Pochissimo tempo dopo, una grave pestilenza si diffuse da oriente e decimò il popolo romano”.
Nel XI secolo, lo scienziato cinese Shen Kuo riporta quello che sembra un avvistamento UFO in piena regola nella sua opera più famosa “Meng Xi Bi Tan”: un oggetto “brillante come una perla” che volava sopra un lago, nella provincia di Jiangtsu, in grado di comparire improvvisamente e di sparire nella volta celeste a velocità impensabili. L’oggetto fu avvistato a scadenze quasi regolari per un periodo di 10 anni.
Anno 1520 dalla Cronaca dei Fatti Prodigiosi di Corrado Licostene: “Una trave ardente di orrenda grandezza fu vista in cielo, e la volta che si fu avvicinata alla terra, discendendo, bruciò molte cose! Quindi tornata in alto assunse forma circolare”.
Nella sua biografia, Benvenuto Cellini (1500-1571) descrive lo strano fenomeno di cui fu testimone lui stesso assieme a un suo compagno di viaggio. I due stavano ritornando da Roma, a cavallo, verso Firenze, quando giunsero su una collina da cui si vedeva la città. Poterono così vedere una enorme “trave luminosa” stagliarsi nel cielo sopra Firenze.
Un’altra famosa testimonianza è quella fornita dallo storico Leone Cobelli nelle “Cronache Forlivesi”, riferita all’anno 1487: in una notte di giugno ” apparve una trave de fuoco, venne del monte de Pogiolo a Forlivio in cima a li mura de la Rocca de Ravaldino. […] Poi ancora de bel dì apparve un’altra trave di fuoco venire del monte de Puzolo infino sopra la piacia: e questo fo palese a tucto el popolo forlovese… “. Nello stesso anno, ma in agosto “apparve una matina dui hore inance di una stella granda la quale venia de verso la montagna (Appennini) e andava verso Ravenna, certo parea una pavagliotta (pareva una farfalla) che volasse per l’aria. Io la vide… come li altri. Certo parea come una rota di carro, e durò circa un bon miserere. Alcuni dicono che più di mezza hora prima l’avevano veduta a la montagna”.
Ma i più clamorosi avvistamenti di possibili UFO del passato avvennero il 14 aprile 1561 a Norimberga e il 7 agosto 1566 a Basilea e vengono descritti come delle vere e proprie battaglie tra alieni.
A Norimbergafurono visti piccoli e grandi cilindri volanti stazionare immobili nello spazio e dai quali fuoriuscivano delle sfere che si mostravano a velocità fantastiche” .
“Il 7 agosto verso l’alba si videro in aria molte grosse sfere nere le quali viaggiavano a grande velocità davanti al Sole e si dirigevano le una contro le altre come se si stessero combattendo”.
Quindi gente, la notte del 31 dicembre, occhio al cielo, restate sobri e … Buon Anno Nuovo!

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