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Basta, mi licenzio!

Benedetto XVI si dimetterà.
Lo ha fatto sapere lui stesso durante il Concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Questo, uno stralcio del breve annuncio dato (in latino) da  Joseph Ratzinger che, dal 28 febbraio prossimo, non sarà più Papa: “[…] nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato”.

Sembra strano, ma il Diritto Canonico prevede questa possibilità a condizione che “la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata”.

Prima di lui, nella storia, altri sei Pontefici fecero questa scelta, l’ultimo nel 1415:
Clemente I nel 97 d.C. fu costretto all’esilio dall’imperatore Traiano. La sua è la prima abdicazione di un papa, sebbene dovuta a cause di forza maggiore
Ponziano fu deportato durante il regno di Massimino Trace e, per rendere possibile l’elezione di un nuovo papa, si dimise il 28 settembre del 235.
Silverio, accusato di essersi accordato con il re goto Vitige che stava assediando Roma l’11 marzo 537 fu arrestato, spogliato del suo abito episcopale e tradotto in Oriente presso il luogo destinato al suo esilio. Scoperto l’inganno l’imperatore Giustiniano lo fece liberare, ma Belisario lo costrinse comunque ad abdicare in favore del suo successore, già stabilito sul soglio pontificio.
Benedetto IX si dimise, forse per sposarsi, il primo maggio 1045, vendendo la sua carica al suo padrino che divenne papa col nome di Gregorio VI.
Celestino V, indotto a dimettersi dal suo successore Bonifacio VIII, venne successivamente deportato e ucciso.
Gregorio XII, eletto come “contraltare” dell’antipapa avignonese con l’accordo che entrambi i papi si dimettessero per far eleggere un solo pontefice e risolvere lo scisma, al Concilio di Costanza fece annunziare il suo abbandono, mentre veniva deposto d’ufficio l’anti-papa Giovanni XXIII.

Ora, in attesa del nuovo conclave, si scatenerà il “toto-Papa” e torneremo a parlare di sciagurate profezie, ma non si può fare a meno di apprezzare il coraggio di Joseph Ratzinger e di pensare che il 24, qui in Italia, si tornerà a votare … impossibile non desiderare che tutti i politici si facciano ispirare dall'(ormai ex) pontefice Benedetto XVI.

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