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Astro-eventi: terra-capitale-lavoro

Se un Urano in Ariete, come abbiamo visto il mese scorso, scatena rivoluzioni, come può agire quando passa nel successivo, pacifico e pratico segno del Toro? Con le dovute condizioni riesce addirittura a far nascere il capitalismo.
Storicamente la nascita del capitalismo moderno si fa risalire alla fine del XVIII secolo, in concomitanza con l’emergere della rivoluzione industriale. Negli ultimi decenni del Settecento infatti il mondo occidentale passa da un’economia essenzialmente agricola e commerciale, ad un’economia basata sullo sfruttamento massiccio delle risorse di suolo e sottosuolo, sull’accumulo di ricchezza, sulla concentrazione di forza-lavoro e sullo sviluppo di una tecnologia mai conosciuta prima.

Cambiamenti a livello materiale e pratico che astrologicamente sono “campo di gioco” dei segni di terra: Toro, Vergine e Capricorno, dominati dalla razionalità e dal senso pratico e mossi da bisogni essenzialmente materiali. Ebbene, tra il 1765 e il 1775, nasce il capitalismo, l’Illuminismo ha sgomberato le menti da tutto ciò che non è tangibile e la Rivoluzione industriale pone le basi per il successivo sviluppo: in questo decennio le posizioni dei pianeti lenti nello zodiaco sono inequivocabili, Plutone staziona in Capricorno, Nettuno in Vergine e Urano (rafforzato anche dalla presenza di Saturno tra il 1765 e il 1766)  è in Toro.

Questo allineamento piuttosto raro, in astrologia viene chiamato “trigono a stella” ed è intuitivo che rafforzi e alimenti le energie reciproche dei segni e dei pianeti coinvolti in questo “circolo virtuoso” che però, proprio per la sua immensa forza e unidirezionalità, porta con sé un grande pericolo di eccessi.

Urano in Toro applicò la tecnologia (simbolo uraniano per eccellenza) ai settori taurini: agricoltura, economia, ricchezza, denaro, beni e risorse, tutto ciò viene completamente rivoluzionato dall’introduzione di strumenti, macchine e metodi totalmente innovativi. Ma Urano nel decennio 1765-1775 non si limitò a questo.
Contaminò con nuove tecniche anche i settori “amici” degli altri segni di Terra: il lavoro manuale vergineo venne rivoluzionato in vista di una resa materiale senza precedenti e l’ambizione capricorniana, il suo sogno di efficienza produttivo-lavorativa, la sua avarizia, il desiderio smodato di accumulare ricchezza potè avvalersi di strumenti in grado di spremere il pianeta stesso come fosse un limone. Per inciso i liquidi sotterranei come il petrolio e le risorse del sottosuolo come il carbon fossile (simbolo della rivoluzione industriale inglese), per l’astrologia, sono da ascrivere al pianeta Plutone che in quegli anni percorreva l’avido segno del Capricorno.

I mezzi di produzione, guidati dalla stella della materialità, si rivoluzionano e travolgono tutto: gli antichi laboratori artigianali (Vergine) si trasformano in fabbriche, gli artigiani in imprenditori o capi-reparto, i garzoni di bottega e persino i contadini (Toro) in operai.

Per capire quanto accadde nel giro di pochi anni sotto la spinta dei pianeti lenti nei tre segni di Terra, è sufficiente sfogliare le tavole dell’”Encycopedie” di Diderot e D’Alembert, pubblicata tra il 1751 e il 1780: le più svariate attività sono descritte con minuzia verginea, vediamo raffigurati i primi procedimenti industriali nelle numerose fasi di lavorazione, ogni fenomeno viene quantificato e scientificamente esposto. È il trionfo della triade Terra-Capitale-Lavoro che domina la scena sotto la protezione della dea Ragione.

Le prime macchine a vapore, grazie all’invenzione del condensatore esterno e di altri meccanismi ideati da James Watt proprio a partire dal 1765, passano da applicazioni sporadiche ad un utilizzo generalizzato nei trasporti e nelle industrie, diventando così i motori pulsanti della rivoluzione industriale. La macchina a vapore, simbolo principe della rivoluzione industriale, rappresentò la perfetta fusione del principio plutoniano (il combustibile, la potenza) e del principio uraniano (la tecnologia e l’inventiva) operanti nell’elemento Terra.

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