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Astro Donne – La Gemelli Anna Maria Luisa d’Orléans duchessa di Montpensier

Astro Donne - La Gemelli Anna Maria Luisa d'Orléans - elaborazione ©Fototeca Gilardi

La mamma mi partorì al Louvre. Abitavo alle Tuileries, che vi comunicano attraverso la grande galleria. Da lì mi portavano a vedere i Sovrani, oppure – non di rado – loro stessi venivano a trovarmi. Pochi giorni dopo la mamma morì. Il grande patrimonio che mi lasciò, nell’opinione della gente, doveva pur consolarmi. Ma io, che oggi capisco quanto le sue cure avrebbero giovato alla mia educazione, e il suo affetto e le sue relazioni alla mia sistemazione matrimoniale, non so ancora consolarmi di questa prima e decisiva disgrazia. La Regina mia nonna mi voleva molto bene, ed era più affettuosa con me – mi hanno detto – di quanto non fosse mai stata con i suoifigli. Non è strano: Monsieur era sempre stato per lei il figlio preferito, e anche  mia madre aveva saputo farsi amare e stimare. Ma ebbi la sfortuna di non raccoglierne i frutti, perché cadde in disgrazia e dovette lasciare la Francia. A quei tempi ero tanto piccola, che non ricordo nemmeno il suo viso. Non che la mia governante, marchesa di Saint-Georges, non avesse tutte le buone qualità per svolgere il suo incarico. Ma per quanto seria, capace e di buona famiglia sia la governante, se non viene a sostenerla un’autorità superiore, è raro che una bambina del mio rango, anche piccola, la prenda sul serio. Non ho mai rischiato il minimo castigo; perciò mi azzardo a dire che, se ho qualche dote, dev’essere naturale e non dovuta all’educazione, per accurata che fosse. Aggiungete che, se a un bambino non si fa che parlare di quant’è nobile e quant’è ricco, non c’è da stupirsi che diventi un bel presuntuoso. A me non parlavano d’altro, e io feci presto a persuadermi. Così diventai scomodamente vanitosa, finché la ragione non m’insegnò che proprio una principessa come me deve preoccuparsi d’altro. Il mio racconto vuol essere schietto; così non mi vergognerò di ricordare che, quando mi parlavano della nonna duchessa di Guise, io dicevo: «Ma è mia nonna solo alla lontana, perché non è regina»
Anna Maria Luisa d’Orleans, duchessa di Montpensier nasce a Parigi il 29 maggio 1627, sotto il segno dei Gemelli. Siamo nell’epoca dei moschettieri, delle guerre tra Francia, Spagna e Inghilterra, degli intrighi di corte e dei mecenati, di lì a poco nascerà il più celebre sovrano francese, Luigi Deodato di Borbone, futuro Re Sole. Il padre di Anna, Gaston D’Orleans, è per tutti Monsieur il fratello (e successore in caso di morte senza eredi) di re Luigi XIII. Raffinato, colto, ma di carattere debole era stato forzato dal sovrano suo fratello e da Richelieu a sposare una delle più ricche ereditiere di Francia, la giovanissima Maria di Borbone, Mademoiselle di Montpensier nelle cui vene scorreva non solo il sangue dell’estinta dinastia reale dei Valois, ma anche di Luigi il Santo, al quale i francesi erano devotissimi. Del loro matrimonio si parlò come di uno dei più tristi dell’epoca. Curiosa circostanza dal momento che la loro unica figlia Anna fu richiesta in seguito come moglie dai più grandi sovrani del tempo, tutti regolarmente rifiutati: nata da un’unione forzata, il matrimonio aleggiò come un cappio sulla sua (peraltro allegra e vivace) testa per tutta la vita. Molto di ciò che conosciamo del carattere di questa donna bizzarra, unica e davvero fuori dal comune lo dobbiamo a suoi scritti autografi, a una raccolta di Memorie che da buona Gemelli grafomane Mademoiselle lasciò ai posteri per raccontare con gusto e vivacità, aneddoti e circostanze della propria esistenza.

Orfana di madre a 5 giorni di vita Anna Maria Luisa aveva ereditato da lei una vera fortuna e, cresciuta sotto la tutela delle zie a corte, veniva appellata col titolo ufficiale (creato apposta per lei) di Mademoiselle. Ricchissima, viziata, vezzeggiata, adulata crebbe sviluppando una grande stima di se’, ma il suo temperamento era allegro, generoso e trasparente, pieno di umorismo e di impazienza. La sua mente brillante, dono di Mercurio Gemelli,  era portata ad una certa arroganza dalla quadratura di Urano in Leone, segno bonario e caloroso, ma impaziente ed eccessivo.
Abituata a chiamare mammina e paparino i regali zii Luigi XIII ed Anna d’Austria, come riporta briosamente nelle sue Memorie, rivede suo padre soltanto verso i 10 anni. Monsieur  risposatosi, senza il permesso del re, con Margherita di Lorena ha una nuova famiglia lontano da Parigi, ma dopo una delle sue numerose ed esitanti ribellioni è stato perdonato e riammesso alla corte. Anna, che non vede l’amatissimo padre dalla prima infanzia, lo riconosce tra mille e gli corre incontro gettandogli le braccia al collo.
Questa eccezionale modernissima fanciulla del XVII secolo, capace come molti Gemelli di guardarsi con ironia, rideva dei difetti propri e altrui, non temeva nulla, la sua mente era rapida e la percezione fulminea, ma soprattutto era dotata di quel coraggio che a Monsieur suo padre difettava assai.
Racconta con aria divertita di aver chiuso a chiave la sua nuova governante in uno stanzino, perché colpevole di aver chiesto un elenco dettagliato dei suoi gioielli, per timore che l’entusiasta Anna li regalasse con leggerezza per affetto ai nuovi amici. Ridicolizza malignamente la mite e piagnona nipote del Cardinale di Richelieu, prima per un capitombolo occorso durante il “Ballo dei Pigmei” che vedeva esibirsi tutti i bambini della corte, e poi per un altro ruzzolone dai tacchi troppo alti, vantandosi subito dopo della propria abilità nel ballo.
Tutto di questa ragazzina parla chiaramente della natura Gemelli: è intelligente e vanitosa, ma la sua simpatia fa sì che le si perdonino gli innocenti capricci. La sua Venere in Ariete la rende un’entusiasta della vita capace di esprimere in modo caloroso i sentimenti. Le sue passioni sono subitanee e ostinate, sia in bene che in male. Vive circondata dalla sua parentela orizzontale, così importante per il terzo segno dello zodiaco (associato ai primi contatti sociali che abbiamo con il mondo circostante): i cugini e gli zii saranno il fulcro della sua intera esistenza e quando nascerà il piccolo Luigi, futuro Re Sole, Anna undicenne inizierà a chiamare il cuginetto, “il mio maritino” suscitando il divertimento della corte, oltre ad alcune preoccupazioni dinastiche.
La sua ferita familiare, di nascita, si può ben leggere nell’opposizione tra la doppia congiunzione Sole-Mercurio in Gemelli da un lato, e Giove-Luna (tra Scorpione e Sagittario) dall’altro, aggravata da un’ulteriore opposizione di Plutone (pianeta della morte) in Toro. Sole-padre e Luna-madre si fronteggiano, non si amano.
La Luna-madre è abbracciata a Giove, la ricchezza, il benessere: se fosse vissuta più a lungo, davvero Anna ne avrebbe ottenuto beneficio emotivo come ben supponeva nelle sue Memorie.
Il padre-Sole è invece vicino a Mercurio (pianeta dialettico di Giove) che oltre a sottolineare quanto fossero inconciliabili le personalità dei suoi genitori, parla anche di un padre “ragazzino”, immaturo, eterno adolescente. E tale Monsieur si rivelerà alcuni anni più tardi quando la Fronda dei nobili anti-mazzariniani cercherà di prendere il controllo del nuovo re bambino Luigi XIV. A guidare la lotta degli Orléans non sarà Gaston, lo zio del giovane sovrano (rimasto ben protetto a casa, avvolto nelle proprie esitazioni), ma l’audace cugina ventenne infiammata dall’ideale, sconsideratamente temeraria, incredibilmente fortunata (uscirà da diverse battaglie senza un graffio) e acclamata dal popolo che lei ama e protegge con tutte le forze, pur dall’alto del suo granitico senso di superiorità.
Impaziente e decisa a proteggere l’eroe della Fronda, il principe di Condé suo coetaneo, di cui ammirava la capacità strategica e il coraggio, arrivò a rivolgere i cannoni della Bastiglia contro le truppe reali e a tempestarle di colpi. Per questo gesto verrà allontanata per qualche tempo e poi riaccolta alla corte dall’amato cugino ormai adolescente e libero dall’influenza dell’onnipresente cardinale Mazzarino.
Possiamo ben ipotizzare, pur senza orario di nascita, che sebbene congiunta a un salace, linguacciuto e tagliente Giove in Scorpione, capace di mettere alla berlina chiunque, la sua Luna cada nel vicino segno del Sagittario, oppure che in alternativa il suo ascendente cada in Leone: lo confermano le sue molte ingenuità, il calore umano, la serena sicurezza di sé, la convinzione che il nobile non dovesse vivere per se’, ma per il popolo e, non ultima, quell’incredibile trasparenza e semplicità che la tenne sempre istintivamente lontana dalla famigerata immoralità degli altri componenti della famiglia reale.
Totalmente disinteressata all’amore o al matrimonio, visse sempre la questione come un affare economico, puntando “in alto” allo scopo di accrescere le proprie ricchezze e mantenere il proprio tenore di vita. Di fronte alle proposte di Alfonso VI del Portogallo e di Carlo II di Inghilterra, civettava da buona Gemelli, lasciando sempre a bocca asciutta i pretendenti e rispondendo al padre che lei avrebbe sposato soltanto l’imperatore, per quanto fosse brutto e vecchio.
Quando, alla soglia dei 40 anni, si accorse che lo spropositato numero di figli illegittimi del re suo cugino, avrebbe intaccato le sue proprietà e il suo patrimonio di felice donna nubile e senza eredi, decise di correre ai ripari e di scegliersi un marito vero. La recente vedovanza del fratello di Luigi XIV, il nuovo Monsieur Filippo d’Orléans, la metteva a rischio di dover contrarre un matrimonio che la disgustava: Filippo era dichiaratamente omosessuale e schiavo del suo amante il cavaliere di Lorena, il quale ne aveva probabilmente avvelenato la consorte.
Anna decise che la cosa più opportuna fosse quella di favorire un uomo di rango più basso del suo, in modo da ricavarne non solo gratitudine, ma anche di mantenere il controllo delle sue sostanze.
La sua Venere arietina e il suo Marte trigono alla Luna non potevano che orientarla verso un militare, e quella Venere opposta a Nettuno, fino ad allora immune all’illusione, e trigona ad un opportunista Urano in Leone si mosse alla ricerca di un personaggio capace di essere rudemente schietto, sinceramente ambizioso e decisamente fuori dai canoni. Fu così che senza accorgersene Anna si innamorò per la prima volta in vita sua di Antoine Nompar de Caumont, un oscuro e scaltro cortigiano, scandalizzando l’intera corte francese.
Il re non solo non concesse il permesso ai due di sposarsi, ma imprigionò per 10 anni l’uomo a Pinerolo.
Anna lo sposò comunque non appena tornato a Parigi, ma la cosa durò ben poco.
La sua eredità passò, come era destino, nelle tasche di Luigi Augusto, il primo figlio legittimato del Re Sole: il suo Giove-ricchezza in Scorpione veniva attirato dal dirimpettaio Mercurio in Gemelli, che ormai era arrivato a simboleggiare i nipoti.
Tuttavia non fu questa l’ultima parola pronunciata da quel Giove nel segno più eversore dello Zodiaco: la bizzarra Mademoiselle, sempre pronta a colpire e scandalizzare i benpensanti, incurante delle opinioni altrui perché fin troppo sicura del proprio valore, morì nel 1693, ma ai suoi funerali, narra Saint-Simon, “a metà della giornata, davanti a tutta la corte in gran cerimoniale, l’urna che conteneva le viscere scoppiò come una bomba, diffondendo una puzza letale. Le dame svenivano o scappavano. Gli araldi d’onore e i monaci salmodianti si accalcavano alle uscite. Fu una confusione fenomenale. Alcuni si fermarono in giardino, altri corsero fin sulla strada. Risultò che c’era stato un errore tecnico nell’imbalsamazione. Si ripulì e si profumò ogni cosa, e tutti ripresero posto”.
L’ultimo involontario scherzo della terribile ragazzina era compiuto.
© riproduzione riservata

(Bibliografia: Anne-Marie-Louise de Montpensier “Memorie della Grande Mademoiselle” presentate da Serafino Balduzzi – Cerebro Edizioni )

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