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Arte a domicilio

Recita in strada. Stampa da dipinto di anonimo del XVI secolo. elaborazione ©Fototeca Gilardi

Il teatro e le esibizioni artistiche tornano in strada.
Grazie a un’ammirevole creatività e spinti dalla necessità di adattarsi alle restrizioni dettate dal Covid molti artisti si stanno riorganizzando per portare a domicilio quello che non può più essere fruito in locali chiusi e affollati.
Forse ispirati dalle figure dei vecchi zampognari itineranti che nel periodo natalizio in città passavano a suonare i loro brani cortile per cortile, oggi molti attori teatrali, musicisti e cantanti oltre a sbarcare sul web con produzioni ad hoc, progettano esibizioni ambulanti per pochi spettatori alla volta, spesso su prenotazione, tornando all’origine del loro magico mestiere di saltimbanchi.
È noto che per gran parte della storia umana il teatro ha avuto come sede privilegiata la strada: i cortili, le aie, i sagrati delle chiese hanno rappresentato a lungo i luoghi dell’arte, mentre le rappresentazioni al chiuso o in sedi stabili erano una rarità o un privilegio per pochi. Per secoli l’arte è stata in mano a giocolieri e giullari che svolgevano le loro esibizioni nelle fiere di paese, a girovaghi di ogni tipo, ad acrobati e a funamboli che tendevano i loro fili nelle piazze e camminavano nel vuoto sotto lo sguardo affascinato di centinaia di persone; da sempre gli angoli delle strade più affollate vedono stazionare musicisti talentuosi, mentre si è persa nell’ultimo secolo l’antica esibizione dei “forzuti”, o degli orsanti che passavano per i villaggi con gli orsi addomesticati alla catena (e in questo caso non possiamo che esserne felici, al di là dell’indubbio fascino che potevano suscitare). La cosa è poco nota, ma anche il cinema nacque per strada con le lanterne magiche e i diorama ambulanti che mostrarono ad adulti e bambini le prime immagini in movimento chiuse “in scatola”.
Incantatori di serpenti e cantastorie, mangiafuoco e contorsionisti, ballerini, domatori e clown, prestigiatori, burattinai e trasformisti, tutti nati percorrendo le vie del mondo in libertà con un pubblico sempre nuovo, tornano così a guidare gli artisti di oggi, eredi di quel teatro popolare che ha rallegrato le nostre vite per generazioni.

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