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Agosto 1924: tragico epilogo di un discorso

Il 30 maggio 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti, denuncia pubblicamente i brogli e le violenze da parte dei fascisti durante le elezioni tenutesi il 6 aprile, chiedendone la parziale invalidazione. La storica seduta è funestata da continui insulti, provocazioni e interruzioni, mentre Mussolini cerca di restare impassibile di fronte alle parole dell’avversario …
Presidente: “Ha chiesto di parlare l’onorevole Matteotti. Ne ha facoltà.” Giacomo Matteotti: “Noi abbiamo avuto da parte della Giunta delle elezioni la proposta di convalida di numerosi colleghi. Nessuno certamente […] saprebbe ridire l’elenco dei nomi letti per la convalida […]” (Vive interruzioni alla destra e al centro)
Giacomo Matteotti: “Comunque, dicevo, in questo momento non esiste da parte dell’Assemblea una conoscenza esatta dell’oggetto sul quale si delibera. […] Ora, contro la loro convalida noi presentiamo questa pura e semplice eccezione: cioè, che la lista di maggioranza governativa, la quale nominalmente ha ottenuto una votazione di quattro milioni e tanti voti… “ (Interruzioni).
Voci al centro: “Ed anche più!”
Giacomo Matteotti: “ … cotesta lista non li ha ottenuti, di fatto e liberamente […] (Vivi commenti – Proteste – Interruzioni alla destra e al centro) L’elezione, secondo noi, è essenzialmente non valida, e aggiungiamo che non è valida in tutte le circoscrizioni. In primo luogo abbiamo la dichiarazione fatta esplicitamente dal governo […] che le elezioni non avevano che un valore assai relativo, in quanto che il Governo non si sentiva soggetto al responso elettorale, ma che in ogni caso – come ha dichiarato replicatamente – avrebbe mantenuto il potere con la forza, anche se… (Vivaci interruzioni a destra e al centro. Movimenti dell’onorevole Presidente del Consiglio Benito Mussolini )
Voci a destra: “Sì, sì! Noi abbiamo fatto la guerra!” (Applausi alla destra e al centro).
Giacomo Matteotti: “Codesti vostri applausi sono la conferma precisa della fondatezza del mio ragionamento. Per vostra stessa conferma dunque nessun elettore italiano si è trovato libero di decidere con la sua volontà… (Rumori, proteste e interruzioni a destra) Nessun elettore si è trovato libero di fronte a questo quesito…”
Maurizio Maraviglia: “ Hanno votato otto milioni di italiani!”
Giacomo Matteotti: “[…] Nessuno si è trovato libero, perché ciascun cittadino sapeva a priori che, se anche avesse osato affermare a maggioranza il contrario, c’era una forza a disposizione del Governo che avrebbe annullato il suo voto e il suo responso.” (Rumori e interruzioni a destra)
Una voce a destra: “E i due milioni di voti che hanno preso le minoranze?”
Roberto Farinacci: “Potevate fare la rivoluzione!”
Maurizio Maraviglia: “Sarebbero stati due milioni di eroi!”
Giacomo Matteotti:  “A rinforzare tale proposito del Governo, esiste una milizia armata…” (Applausi vivissimi e prolungati a destra e grida di “Viva la milizia“)
Voci a destra: “Vi scotta la milizia!”
Giacomo Matteotti: ” … esiste una milizia armata…” (Interruzioni a destra, rumori prolungati)
Voci: “Basta! Basta!”
Giacomo Matteotti: “Esiste una milizia armata… (Interruzioni a destra) la quale ha questo fondamentale e dichiarato scopo: di sostenere un determinato Capo del Governo bene indicato e nominato nel Capo del fascismo e non, a differenza dell’Esercito, il Capo dello Stato.” (Interruzioni e rumori a destra)
Voci a destra: “E le guardie rosse?”
Giacomo Matteotti: “Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse. […] abbiamo constatato in quei giorni la presenza di militi nazionali in gran numero… (Interruzioni, rumori. Al banco del governo, Mussolini non pronuncia una parola.  Ha il mento appoggiato sulle braccia incrociate sul banco e rimane immobile, impenetrabile.)
A questo punto Matteotti inizia ad elencare numerose tecniche di broglio e specifiche minacce in singoli seggi, i pestaggi nei confronti di privati cittadini e politici durante i comizi, sempre tra proteste e prese in giro da parte dei banchi della destra. Sebbene affaticato, conclude l’attacco invocando la libertà per gli italiani.
Giacomo Matteotti: “[…] per queste ragioni noi domandiamo l’annullamento in blocco della elezione di maggioranza.”
Voci a destra: “Accettiamo” (Vivi applausi a destra e al centro)
Giacomo Matteotti: ” […] Voi dichiarate ogni giorno di volere ristabilire l’autorità dello Stato e della legge. Fatelo, se siete ancora in tempo; altrimenti voi sì, veramente, rovinate quella che è l’intima essenza, la ragione morale della Nazione. Non continuate più oltre a tenere la Nazione divisa in padroni e sudditi, poiché questo sistema certamente provoca la licenza e la rivolta. Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo. (Interruzioni a destra)
Noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza. Ma il nostro popolo stava risollevandosi ed educandosi, anche con l’opera nostra. Voi volete ricacciarci indietro.
Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni. (In piedi la sinistra acclama Matteotti. A destra si grida:-Venduto! Traditore! Provocatore!).
Finito il discorso, Matteotti si rivolge ai suoi compagni dicendo: “Io il mio discorso l’ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me.”
Il 10 giugno Matteotti viene rapito.
Verrà ritrovato cadavere il 16 agosto dello stesso anno.

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