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150 anni di invenzioni

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In questi giorni tutto il mondo celebra i 400 anni dalla scomparsa di due pietre miliari della letteratura: Miguel de Cervantes, morto il 23 aprile 1616 e William Shakespeare, morto il 23 aprile 1616, ma del calendario giuliano (perciò in realtà, il 3 maggio di quello gregoriano, in vigore oggi).
I due celebri autori con le loro opere hanno cambiato per sempre il panorama letterario globale, così come fece Ariosto con l’Orlando Furioso, che compie 500 anni a novembre, ma questo 2016 è un anno speciale che vedrebbe moltissime altre ricorrenze importanti in ambiti che nulla hanno a che vedere con la letteratura. Particolarmente fecondo fu ad

esempio l’anno 1866, per quel che riguarda brevetti e invenzioni che hanno fatto la storia e di cui celebriamo oggi il 150esimo anniversario.
L’elenco è lungo, ma non possiamo dimenticare uno dei più famosi: la dinamite. Tutta una serie di esplosivi nacquero nel 1866, ma la dinamite fece guadagnare la fama al suo inventore, il fisico Alfred Nobel . Mentre Nobel forniva una nuova pericolosa arma agli stati europei avviati verso il primo conflitto mondiale, un altro fisico-matematico, James Clerk Maxwell, enunciava (con molto meno successo) la famosa teoria sul comportamento della luce e delle onde elettromagnetiche, che porta ancora il suo nome. Per Maxwell la luce e le onde elettromagnetiche erano manifestazioni di campi elettrici e magnetici oscillanti, che si propagano alla velocità della luce “nell’etere”, ma il mondo scientifico gli diede credito solo quando Hertz confermò sperimentalmente la correttezza della teoria matematica del collega, fino ad allora ignorato, quando non apertamente osteggiato.
Forse per ovviare parzialmente ai danni di Nobel la sorte volle che, sempre nel 1866, il francese François Carlier brevettasse il primo estintore “soda-acido” (a schiuma), ottenuto mescolando una soluzione acquosa di carbonato di sodio con acido tartarico; forse per ovviare ai danni provocati dalla contemporanea invenzione del tristemente noto fucile Winchester (anch’esso inventato nel 1866), sempre il caso volle che in ambito medico Enrico Bottini introducesse la disinfezione di ferite e ferri chirurgici con la soluzione di acido fenico (che riuscì ad abbattere drasticamente il numero di morti per setticemia) e che apparisse, ad opera di Sir Thomas Clifford Allbutt il termometro clinico, prezioso aiuto nell’individuazione di alterazioni e infezioni in corso.
Nel frattempo, anche in ambiti più ludici e divertenti la fervida immaginazione dei nostri trisavoli stava producendo un’idea dietro l’altra: sembra che risalga al 1866 la prima pista pubblica di pattinaggio a rotelle, attrazione statunitense presto diffusa in tutto il mondo. Un’arma da caccia filippina chiamata yo-yo, cioè “torna indietro” 150 anni fa veniva brevettata per la prima volta come gioco per bambini e, sempre nel 1866, Mariano Dallapè, un imprenditore trentino alle prese con il suo organetto austriaco rotto, preso da fervore migliorativo inventò uno strumento nuovo e destinato ad un grandissimo successo: la fisarmonica diatonica a cassetta.
In questo anno, che vide nascere la Levi Strauss & Co e vide gioire il mondo per la posa del primo cavo telegrafico sul fondo dell’Oceano Atlantico , tanti piccoli inventori e imprenditori stavano cambiando la quotidianità delle persone con strumenti semplici e geniali. Basti pensare a J. Osterhoudt che 150 anni fa depositò il primo brevetto per la lattina con apertura a chiavetta, cioè con una chiavetta sul lato corto che si sollevava, arrotolando all’indietro il coperchio di metallo (tipica delle scatole di sardine) molto accuratamente e senza usare una lama. Lo stesso anno vide Edison Clark brevettare la matita indelebile (quella che oggi usiamo per votare) e gli impiegati avvalersi della prima graffettatrice automatica, già conosciuta come strumento artigianale da un secolo, ma creata per come la conosciamo ora, dallo statunitense George McGill, in questo prolifico e fecondo 1866.
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