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12 personaggi in cerca di … forbici!

Uno dei più bei ricordi di Natale della mia infanzia è legato ad un libro. Era un libro magico, capace di trasportarmi all’interno della storia facendomi diventare tanto piccola da camminare sui sentieri dipinti di bianco, aprire con  le mie mani i pesanti portoni del castello, cogliere i frutti dell’albero incantato, scostare le tende della stanza proibita, guardare negli occhi il lupo famelico
Allora la realtà virtuale era ancora lungi dall’invadere i nostri sensi, il 3D cinematografico muoveva i primi passi e la fantasia dei bambini aveva ancora una certa autonomia dalla pubblicità, ma, soprattutto, io avevo tra le mani un preziosissimo, colorato, fiabesco libro POP UP! Così potete immaginare la mia gioia quando, poco tempo fa, ho incontrato un caro amico della Fototeca: Massimo Missiroli, il maggiore paper engineer in Italia, grande esperto di didattica dell’immagine il quale, oltre a tenere laboratori di tecnica pop up, progetta libri meravigliosi con costruzioni di carta animate, l’ultimo dei quali “La casa dei Gatti” è scritto da Nicoletta Costa, la “mamma” di Giulio Coniglio.
Diversamente da come si potrebbe pensare, la storia dei libri pop up (lett. salta su) li vede nascere come strumento didattico per illustrare teorie e ricerche in campo scientifico. Primi fruitori furono infatti gli adulti, che si servirono di queste immagini particolari come sussidi per i loro studi. Fin dal XIV secolo, alcuni libri anatomici furono illustrati con la tecnica del “flap”, una aletta di carta che, sollevata, mostra l’interno del soggetto disegnato o cosa si nasconde sotto una superficie. Solo verso la fine del ‘700 si avviò una produzione, che trattava temi legati allo spettacolo e al racconto tradizionale o fantastico e vennero pubblicati i primi libri “passatempo”.
Va ricordato che una serie di giocattoli ottici anticiparono effetti e contenuti di molti libri tridimensionali stampati nella seconda metà del secolo XIX: strumenti di origine scientifica, come la lanterna magica, gli specchi curvi per le anamorfosi, le macchine ottiche del precinema, furono trasformati per produrre spettacoli, fra questi i pantoscopi, le scatole ottiche e i peep show i cui effetti modificati e semplificati, ritroviamo fra le pagine di molti libri pop-up.
Lothar Meggendorfer (1847-1925) è il “genio” inventore dei libri meccanici più complessi fin ora creati. Costretto ad abbandonare la scuola alla morte del padre, nel 1862 grazie all’interessamento di un amico che riconobbe il suo talento, cominciò a frequentare l’Accademia d’Arte di Monaco. Nel 1866 entrò nello staff della rivista umoristica Fliegende Blatter (Fogli Volanti) e in seguito collaborò anche con altre pubblicazioni, ma disegnare e colorare non gli bastava. Lo interessavano certi biglietti d’auguri per bambini che presentavano immagini mobili o in rilievo. Si dice che, prendendo spunto da questi, Meggendorfer costruisse, come regalo di Natale per i suoi figli, un libro con figure che si muovevano come marionette. Aveva intagliato alcune parti delle figure disegnate su un foglio e le aveva fissate allo sfondo con piccole spirali di metallo collegate fra loro con listarelle di cartone nascoste fra le pagine. Tirando una piccola leva che spuntava dal bordo del foglio, le figure si animavano.
Quello fu il prototipo del primo dei tanti libri che preparò, per i quali realizzò sorprendenti meccanismi che gli permettevano di far compiere ai protagonisti dei suoi disegni fino a cinque o sei movimenti contemporaneamente e in direzioni diverse, quando le immagini realizzate dagli altri autori ne compivano uno o due alla volta.
Ancora oggi i suoi lavori ispirano i più creativi ingegneri della carta.
Quest’anno, a qualche decennio di distanza dal mio Natale magico, ho deciso di regalare un nuovo libro pop up ai miei ipertecnologici bambini perché il bisogno di magia (e anche di tecnologia!) necessita di strumenti che, per loro, sono meno conosciuti e inaspettatamente tridimensionali e, con un’occhiata alle video lezioni di Massimo magari riuscirò a realizzare, se non il presepe, almeno dei bellissimi e originali biglietti d’auguri!

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