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Oru Kami

Il termine origami indica l’arte di piegare la carta per dare vita ad oggetti, animali, figure di fantasia, ecc
La parola deriva dal giapponese Oru (piegare) e Kami (carta). La parola Kami con un ideogramma diverso, significa anche Divinità, questa sovrapposizione di significato lega l’arte degli origami alla spiritualità e dona a questa tecnica una valenza sacrale. Richiama il concetto filosofico orientale del Ki, termine usato dalla medicina cinese per indicare l’energia interna del corpo umano, il cui ideogramma allude allo stesso tempo a qualcosa di materiale e di immateriale: la parte bassa dell’ideogramma significa riso crudo, mentre la parte alta vapore, così come il Ki, inteso come forza vitale umana: una sostanza sottile che deriva da un materiale grezzo. Lo stesso vale per l’origami, oggetto artistico che nasce da un semplice foglio di carta grazie all’abilità delle dita del piegatore.
Non è certo un caso che la tecnica dell’origami nasca proprio in oriente, infatti sono i cinesi che 2000 anni fa inventano la carta, mentre sono i giapponesi a renderla resistente e sottile utilizzando il riso. I primi origami appaiono infatti in Giappone nell’XI secolo nei templi shintoisti sotto forma di striscioline di carta piegate a fisarmonica, appese a bastoncini a significare la presenza di spiriti divini.
Uno dei più antichi origami è quello della rana (Kaeru, che significa sia rana che ritorno a casa), donato a chi sta per partire per un lungo viaggio; un origami a forma di farfalla decorava i bicchieri degli sposi nelle cerimonie nuziali come augurio di felicità e fertilità.
Uno dei più noti origami giapponesi è quello della gru, simbolo di immortalità, al quale sono legati molti miti e leggende, tra i quali la credenza che piegando mille gru i nostri desideri saranno esauditi. Celebre è la vicenda di Sadako Sasaki, una bimba ammalatasi di leucemia in seguito alle radiazioni della bomba atomica di Hiroshima, che iniziò a piegare mille gru per esaudire il proprio desiderio: che nessuno soffrisse più a causa delle guerre, ma morì prima di concludere la sua opera. Nel Parco della Pace di Hiroshima venne eretta in sua memoria una statua che ogni anno viene decorata con migliaia di gru di carta, nella speranza che il suo desiderio non venga mai dimenticato.

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