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La strategia di Jack O’Lantern

Ando Gilardi - Autodeposizione. Dipinto dal trittico 'Halloween'. Tecnica mista con ready made su tavola. Ponzone (AL), dicembre 2005 elaborazione ©Fototeca Gilardi

Quest’anno l’unico modo che avremo per conciliare la voglia di festeggiare Halloween, con l’obbligo di mascherina e distanziamento sociale sarà quella di travestirci tutti da Jack O’Lantern e infilare la testa in una bella zucca gigante.
Tutti conoscono ormai la figura dello spiritello che vaga nella notte di Halloween con la testa di zucca intagliata e un lume in mano, ma il personaggio di Jack O’Lantern (Jack con la lanterna) il simbolo più vistoso dell’antica festa dei Morti nata dalla tradizione pagana di Samhain, nasce in Irlanda. Una leggenda racconta infatti di un fabbro di nome Jack, ubriacone e furbo che ingannò il Diavolo per ben due volte per finire condannato a vagare eternamente dopo la morte.
La prima volta che Jack aveva incontrato il Diavolo che reclamava la sua anima, lo aveva convinto a trasformarsi in una moneta da sei pence così da consentirgli di pagare all’oste un’ultima bevuta, prima di morire. Non appena il signore delle Tenebre si fu trasformato in moneta Jack lo aveva infilato in tasca dove un piccola croce d’argento aveva impedito a Satana di tornare alla sua forma originaria.
A questo punto Jack aveva stipulato un nuovo patto col Diavolo: gli aveva promesso la libertà se per almeno 10 anni non fosse tornato a reclamare la sua anima. Il Diavolo, gabbato aveva accettato, ma puntuale dopo dieci anni si era ripresentato a reclamare il pagamento del patto.
Ancora una volta Jack aveva supplicato il Diavolo di poter esprimere un ultimo desiderio prima di cedergli l’anima e, con uno stratagemma, lo aveva mandato a prendergli una mela nel ramo più alto dell’albero. Quando il Diavolo si era trovato in cima al melo, Jack aveva tracciato una croce sul tronco bloccandolo ancora una volta. Il Demonio furioso fu così costretto a promettergli che non lo avrebbe mai più cercato, ma quando Jack morì a causa della sua vita dissoluta, le porte del Paradiso rimasero serrate, quindi si recò all’Inferno. Qui il Diavolo lo cacciò via tirandogli dietro un tizzone ardente e condannandolo a vagare eternamente senza riposo, con la sola luce della piccola fiamma dell’Inferno, che Jack pose dentro una rapa per non farla spegnere dal vento.
Quindi in origine l’anima vagante di Jack O’Lantern poteva essere raffigurata come una semplice “testa di rapa” illuminata dall’interno, ma migrando negli Stati Uniti la leggenda irlandese si mescolò con altri racconti e tradizioni relative alla Festa dei Morti in cui le zucche erano “preferite” alle rape (anche gli immigrati italiani intagliavano zucche e ponevano una luce al loro interno per celebrare la festa dei defunti), zucche ben più facili da trovare e decisamente più coreografiche.
Quindi scegliete pure la vostra maschera oscura e preparatevi a festeggiare Halloween, ma senza dimenticare che a volte un po’ di strategia e di astuzia permette di sfuggire al demonio senza perderci l’anima.

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