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Il vecchio, il bambino e la dea della luce

Si sa che Babbo Natale è solo l’ultimo di una lunga serie di portatori di doni natalizi.
Fino a pochi decenni fa in molte case italiane non si sapeva neppure cosa fosse Babbo Natale e si aspettava l’arrivo di Gesù Bambino, mescolando la nascita sacra con l’arrivo dei regali per tutti i bimbi buoni.

La tradizione di un Gesù bambino (Christkind) matura in ambito protestante e precisamente dal rifiuto di  Martin Lutero di venerare i santi cattolici,  compreso San Nicola che il 6 dicembre portava doni anche ai bambini tedeschi. Lutero impose il giorno di Natale per i doni e sostituì il santo con il Christkind.
Anche in epoca medievale alcuni bambini attendevano Gesù, ma un Gesù adulto accompagnato da San Giovanni e dall’arcangelo Michele, su un veliero viaggiante dal Cielo alla Terra.
Ma nei giorni che precedono e seguono il solstizio d’inverno molti sono i santi e le figure misteriose che svolgono questo ruolo.

In alcuni paesi l’11 novembre tocca a San Martino scendere dal camino proprio come Babbo Natale per portare i doni.
Il 30 novembre invece è Sant’Andrea che si presenta alla porta con un asino carico di doni. L’animale bussa tre volte lasciando un presente ai bambini buoni.
San Nicola, il 6 dicembre, avvolto nel mantello vescovile e accompagnato dal diavoletto Krampus è il più celebre portatore di doni  e proprio a lui si rifà il moderno “Santa Klaus” storpiatura del suo nome olandese, Sinterklaas.

Il 6 dicembre i Cechi e gli Slovacchi attendono invece San Venceslao martire e condottiero, sovrano di Boemia, forte, nobile e generoso: perfetto per divenire dispensatore di doni e protagonista di canti natalizi.

Una figura meravigliosa è quella di Santa Lucia la cui festa, il 13 dicembre, corrisponde all’antico solstizio d’inverno e che viene celebrata soprattutto in Nord Europa con rituali suggestivi in cui proprio la luce è protagonista.

Da Santo Stefano deriva invece l’usanza inglese di scambiarsi i doni al di fuori della cerchia familiare:  essendo patrono dei cavalli, nel giorno della sua festa si celebrava la benedizione degli animali preferiti dai nobili britannici, che in questa occasione usavano anche offrire ai servitori piatti di dolci e frutta.

Chiude l’anno San Silvestro (erede dell’antico dio Giano custode della soglia tra passato e futuro) che rese mansueto un terribile e pestilenziale drago nascosto in una grotta, alla quale si scendeva attraverso 365 scalini: esattamente i giorni dell’anno.

E  il 6 gennaio, con i Re Magi e la Befana si chiude il periodo magico in cui le forze del Bene riemergono dal buio e, tra stelle, fiamme e falò preannunciano l’imminente arrivo di un nuovo inizio.

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