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Il popolo delle Fate – “Le Villi”

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Mentre gli schermi di tutto il mondo pullulano di supereroi e di tiranni medievali, di maghi, streghe, mostri maligni e creature infernali, pare che dall’immaginario collettivo siano scomparse le Fate.
Assimilate negli ultimi decenni a variopinte studentesse in abiti succinti, raggruppate in squadre svolazzanti e acrobatiche, queste figure antichissime, figlie di una tradizione magica legata al femminile più ancestrale, sono state svuotate di senso perdendo il legame con le loro origini religiose, mitologiche e letterarie.
Ogni popolo nel corso dei secoli ha sviluppato una particolare forma di fata, ognuna con caratteristiche peculiari del folklore della terra di origine.

Un tipo particolare di Fata è ad esempio la “Willis” o meglio “Villi”, di origine slava, che ispirò la figura di “Giselle”, nel libretto composto per l’omonimo balletto dal celebre scrittore francese Théophile Gautier, il quale trasse questo personaggio dagli scritti del poeta romantico tedesco Heinrich Heine.
Figure in parte assimilabili alle Erinni (o Eumenidi) greche giustiziere e persecutrici dei matricidi/patricidi, nella tradizione slava sono spiriti vendicativi di fanciulle morte per un tradimento, un abbandono o un amore infelice, che vagano di notte in cerca di traditori d’amore. Le Villi inducono magicamente il colpevole a ballare fino alla morte, guidandolo in questa terribile danza con le loro bacchette di vischio e scomparendo solo a vendetta compiuta.
Immortali spiriti della Natura, nella tradizione celtica sono chiamate Vilia, seducenti streghe dei boschi dall’incomparabile bellezza assimilabili alle ninfe o a delle pericolose sirene terrestri che, in un momento d’ira, apparirebbero nella loro squamosa mostruosità, proprio come le potteriane Veela che, danzando, cantando e scuotendo i magici candidi capelli, ipnotizzano un adorante pubblico maschile, per poi rivelare il loro aspetto inquietante. I capelli d’argento delle Vilia hanno il potere di sedurre, ma possono anche danneggiare le fate, infatti ne basta uno forgiato in una spada per rendere la lama mortale per queste creature.
Le Villi vivono sulle montagne, nelle selve, nei ruscelli, nei laghi, sulle nuvole, sugli alberi e appaiono ai viaggiatori sia con l’aspetto di donne bellissime, sia sotto forma animali, dal soave cigno, al feroce lupo. Sanno parlare con le creature dei boschi e possono ridare vita ai germogli, ma dipendono dall’energia delle acque e della terra, così è possibile indebolirle in modo irrimediabile colpendo la fonte della loro vita. Come tutte le antiche creature magiche non sono solo buone o malvagie, ma possiedono una natura duplice e conoscono i segreti del cuore umano, infatti sono in grado di leggere le emozioni e di conoscere il passato e il futuro di un mortale, semplicemente sfiorandogli una spalla.
Le Villis o Vilia potrebbero essere apparentate anche con i serbi Vile, i vampiri, o con il russo Vij o Wij, il re degli Gnomi raccontato da Gogol, mescolando tradizione popolare russa e mitologia tedesca.

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