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Il caso non esiste

In una commedia romantica di una decina d’anni fa,  un uomo e una donna si incontrano, si innamorano, si separano scambiandosi due oggetti che poi saranno messi in circolazione, con la convinzione che, se il destino li vuole uniti, questi oggetti torneranno a loro facendosi trovare attraverso una serie di coincidenze che puntualmente si verificano portando al lieto fine. Il titolo della commedia è Serendipity e il concetto che ispira questo film ha un’origine molto più antica di quel che si pensi. Serendipity, termine coniato da Horace Walpole nel 1754, indica la scoperta ‘casuale’ di qualcosa di significativo, mentre si cerca con impegno qualcos’altro oppure la scoperta di ciò che si cercava, in luoghi e modi completamente inaspettati . Un fenomeno che tutti noi abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita e che comporta una certa dose di intuito e la capacità di riconoscere il valore di qualcosa che, solitamente, si dà per scontato, come confermò il grande batteriologo Robert Koch affermando che ‘la fortuna favorisce le menti preparate’. Pensiamo ad esempio ad Isaac Newton: si racconta che, se in un caldo pomeriggio del 1665 non avesse deciso, contro le sue abitudini, di bere il tè in giardino, probabilmente non avrebbe mai formulato la legge di gravità. Vide una mela che cadeva da un albero, certamente non per la prima volta, ma quella mela in quel preciso istante illuminò e portò a galla un’ intuizione frutto di anni di studi e ricerche. Sembra infatti che molte importanti (e meno importanti) scoperte siano state serendipiche: la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo alla ricerca di una nuova rotta per le Indie; la dinamite da parte di Alfred Nobel che cercava un modo di trasportare in sicurezza la nitroglicerina; la pennicillina da parte di Flemming, che non gettò una provetta contaminata;  la scoperta dei raggi X da parte di Röntgen durante gli studi sui raggi catodici; il pianeta Urano da parte di William Herschel; la colla dei post-it; lo champagne; le patatine fritte; il cono gelato; i Blue Jeans; le birre lager, e così via. Anche Voltaire fu affascinato dal concetto di Serendipità al punto da ideare  il personaggio di Zadig il Saggio, maestro di logica e intuizione, una specie di Sherlock Holmes ‘ante litteram’. Ogni tipo di ricerca può avvalersi in maniera fruttuosa della Serendipità, dalla ricerca astronomica, alla ricerca sentimentale. Noi vi suggeriamo di avventurarvi serendipicamente nell’archivio della Fototeca Storica: vi accorgerete come, senza alcuno sforzo, capiterete nelle zone più sommerse e più ricche di spunti, tra immagini inedite e preziosissime “chicche” iconografiche.
Buon viaggio, esploratori!

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