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Fotografia spontanea: definizione

Fotografia spontanea

Fotografia spontanea. È la fotografia che viene presa da chi possiede un apparecchio fotografico e la cattura perché viene irresistibilmente attratto da una situazione che “chiama” la sua stessa registrazione fotografica che per questo motivo sembra formarsi “spontaneamente” nell’apparecchio, quasi a dispetto dell’operatore. Spesso il proprietario dell’apparecchio non è un fotografo ed è del tutto inconsapevole della portata dell’avvenimento registrato, anche se ne è coinvolto e in alcuni casi addirittura partecipe. Può accadere che egli comprenda quanto è accaduto e ha registrato, solo dopo, a distanza di tempo. Talvolta si tratta di eventi violenti e la fotografia ne costituisce la prova. Questo termine di classificazione della fotografia fu coniato da Ando Gilardi e usato per la prima volta nel 1995 come sottotitolo della mostra La Gioconda di Lvov. Immagini spontanee e testi relativi ai fatti dello sterminio quando nella sua prefazione al catalogo della stessa ne diede una essenziale spiegazione. Il fenomeno sociale della Fotografia spontanea, nel 2008 venne ancora meglio focalizzato e descritto da Ando Gilardi nel trattato Lo specchio della memoria. Fotografia spontanea dalla Shoah a YouTube, qui la definizione è aggiornata ai nuovi mezzi di produzione e condivisione delle fotografie.

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