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Formiche … della Madonna!

17_34_07_luglio_17_©FototecaGilardi_BLG

A volte il suono di alcune parole ci affascina. Ricordo ad esempio quando al liceo sentii per la prima volta la parola “Mirmìdoni”. Wow! Ma che parola è mirmìdoni? Il rombo di una marcia, un rotolare di ciottoli … ebbene i Mirmidoni erano i guerrieri al seguito di Achille, figlio di Peleo re di Ftia. Dovete sapere però che, a dispetto del suono roboante, mirmidone deriva dal greco myrmesformica.
Achille, il guerriero più potente e feroce della storia, e i suoi sudditi erano soprannominati “formiconi”!
Il mito narra infatti che Eaco, nonno di Achille avesse visto morire molta della sua gente a causa di una pestilenza provocata da Era, così aveva supplicato suo padre Zeus perché ripopolasse la sua isola, Egina. Zeus commosso l’aveva così esaudito trasformando in umani le formiche che correvano su una quercia a lui sacra, presso la quale suo figlio Eaco pregava disperato.
Le piccole formiche sembravano riflettere bene il carattere degli abitanti dell’isola che con grande fatica erano riusciti a strappare fazzoletti di terra all’arido suolo, coltivandolo e rendendo l’isola rigogliosa. Inoltre lo spirito di corpo di quel popolo e la grande ferocia nel difendersi l’un l’altro non poteva che ricordare il legame di perfetta collaborazione che anche gli antichi avevano osservato nelle comunità delle formiche.
Così i piccoli, e apparentemente insignificanti , insetti divennero l’animale totemico degli imbattibili guerrieri tessali guidati dal più celebre eroe dell’Iliade.
Molte leggende parlano di questi laboriosissimi e organizzati insetti. Già Plutarco reputava le formiche bravissime e previdenti “massaie” (inutile ricordare a questo proposito la favola della Cicala e della Formica), mentre San Paolo le detestava arrivando ad associare il loro arrivo alla visita degli spiriti maligni che lo tormentavano. Nel folclore europeo si credeva invece che, se le formiche avessero costruito un nido vicino alla porta, fossero in arrivo ricchezze. Nei paesi anglosassoni si pensava anche che distruggere un formicaio portasse sfortuna e addirittura se si poneva un pezzo di stagno in un formicaio, scegliendo la giusta fase lunare, potesse trasformarsi in argento.
Anche in Italia le piccole e instancabili formiche hanno dato vita a leggende legate a luoghi di culto. L’usanza di sciamare per i voli nuziali in periodi coincidenti con le feste dedicate all’arcangelo Michele o alla Natività della Vergine hanno fatto sì che diversi santuari venissero dedicati alle formiche, poiché il suggestivo fenomeno era attribuito dalla credenza popolare ad un intervento divino. Durante il volo nuziale i maschi e le poche regine, tutti muniti di ali, si accoppiano in volo in una nuvola “amorosa”, ma subito dopo l’accoppiamento le formiche maschio muoiono, cadendo numerose al suolo . In uno di questi santuari, Monte delle Formiche, in val di Zena, a una trentina di chilometri da Bologna, gli insetti morti (ritenuti miracolosi) venivano raccolti stendendo lenzuola a terra durante il fenomeno, poi insacchettati e venduti come reliquie.
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