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Ariostesca super luna n°3

Martedì 9 settembre ci toccherà la terza “super Luna” di questa estate bislacca.
In linea con la passione per le pseudoscienze e le pseudonotizie, con le leggende metropolitane mai smentite e con la fregola dell’eccesso che ormai ci contraddistingue, eccoci ad aspettare un evento che, in realtà, è solo un fenomeno astronomico.
Certamente suggestivo per la sua luminosità, l’effetto “super Luna” è semplicemente una Luna piena al perigeo, cioè alla distanza minima dalla Terra (circa 360.000 km). Tra luglio e oggi è già successo due volte.
Il nostro satellite ha sempre ispirato con i suoi mutamenti, poeti, innamorati ed ogni umano alla ricerca di leggi universali leggibili nel cielo, così anche alla super Luna sono legati miti, leggende, superstizioni e racconti popolari.
Ad esempio si dice che influisca sul comportamento degli animali e viene spesso incolpata delle catastrofi avvenute nel mondo, dall’affondamento del Titanic al maremoto del Giappone del 2011, successe proprio con la Luna piena al perigeo.
Gli esperti, però, specificano che non esistono prove scientifiche del fatto che la Luna piena, in questo caso più vicina del normale, abbia tali effetti.
Ma leggende e scienza difficilmente potranno incontrarsi.
L’unica concessione ad un’influenza lunare sulla nostra vita è quella attribuita dagli scienziati alle maree, piuttosto illogicamente  ritenute, nonostante la loro enorme massa, più influenzabili dei nostri liquidi corporei e dei germogli delle piante. Certo è, però, che la massa lunare (quella che “influisce” sui fenomeni fisici terrestri) non cambia con le sue fasi, così l’osservazione popolare dovrà attendere approfondimenti per essere confermata o definitivamente smentita.
Nel frattempo continuiamo a concederci il lusso di lasciare aperto uno spiraglio al mistero.
C’è una storia indiana che racconta come in una notte di luna piena un lupo iniziò a ululare disperato, perché aveva perso uno dei suoi cuccioli. Il pianeta si fece più grande per illuminare il paesaggio e il lupo poté ritrovare il piccolo. Da allora tutti i lupi ululano alla luna piena per ringraziarla.
In campagna da sempre si semina e si raccoglie rispettando il lunario e gli allevatori assicurano che la luna piena abbia l’effetto di facilitare il parto delle vacche e di altri animali. Un fenomeno che si osserverebbe anche fra le donne. Ma anche in questo caso, nessuna prova scientifica: solo esperienze dirette e una pervicace resistenza della scienza a ribadire che la Luna piena (o super piena!) non provoca terremoti, non accentua la follia e non predispone al parto.
Eppure la letteratura è piena di riferimenti all’astro notturno e la serie di detti che si rifanno alla luna piena è piuttosto lunga: abbaiare alla luna (cioè lamentarsi o agitarsi inutilmente, come i cani che la tradizione crede disturbati dalla luna piena), avere le lune (cioè essere incostanti e volubili, come la luna con le sue fasi), avere la luna storta o essere di luna buona (essere intrattabili, irritabili o di buon umore a causa dell’influenza lunare), far vedere la luna nel pozzo (cioè far credere cose assurde, lusingare, creare false illusioni, tutte attività associate all’astro notturno) .
Così per fortuna, nel 540° anniversario della nascita di Ludovico Ariosto, ci ritroviamo pronti a celebrare maldestramente proprio  quella Luna sulla quale il poeta mandò Astolfo a ritrovare il senno perduto dell’eroe Orlando, dimentichi di prosaici allunaggi spaziali e sempre fedeli a quella speranza di magia di cui il nostro presente è tristemente orfano.

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